Innovazione, in Sardegna una rete da 60 milioni l’anno: il nodo ora è renderla stabile

Dal progetto e.Ins emergono numeri importanti tra investimenti, brevetti e imprese coinvolte. Università e sistema produttivo fanno squadra, ma la vera sfida è non disperdere il lavoro quando finirà la spinta del Pnrr.

Un sistema che mette insieme università, imprese e istituzioni e che prova a trasformare la Sardegna in un laboratorio permanente di innovazione. È questa la direzione tracciata dal progetto e.Ins – Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia, al centro degli Stati generali ospitati a Oristano.

Il progetto si articola in dieci ambiti tematici che coprono settori chiave per lo sviluppo regionale, dalla sanità alla transizione energetica, dalla digitalizzazione al turismo sostenibile. A lavorare insieme sono 18 soggetti tra pubblici e privati, affiancati da una rete più ampia di oltre 40 realtà distribuite sull’intero territorio.

Alla base c’è un partenariato che coinvolge la Regione, le università di Cagliari e Sassari e diversi attori del sistema produttivo e finanziario, con l’obiettivo di sostenere l’innovazione e favorire l’accesso delle imprese a nuovi strumenti e opportunità.

I numeri indicano un primo impatto concreto: 289 persone coinvolte direttamente, circa 60 milioni di euro annui di investimenti e quasi 100 risultati già trasformati in brevetti o proof of concept. Un passaggio rilevante, perché segna il tentativo di portare la ricerca fuori dai laboratori e dentro i processi produttivi.

Nel corso della giornata sono stati presentati i risultati raggiunti nei diversi ambiti: medicina preventiva basata su genomica e telemedicina, trasformazione digitale, energia e mobilità sostenibile, innovazione agroalimentare e tutela ambientale. Un quadro che evidenzia il ruolo delle imprese nel tradurre le conoscenze in applicazioni concrete.

Al centro resta però il capitale umano. “I giovani cresciuti grazie a questi progetti rappresentano oggi la nostra risorsa più preziosa. La filosofia del Pnrr si fonda su una grande sfida: il futuro. Un investimento di questa portata richiede scelte mirate e la capacità di valorizzare le eccellenze. Il lavoro svolto congiuntamente dalle università sarde dimostra come la collaborazione possa diventare un modello per lo sviluppo della regione. È fondamentale continuare a investire su queste risorse umane, che rappresentano il nostro futuro”, ha sottolineato il rettore dell’Università di Cagliari, Francesco Mola.

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