Installata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nella struttura nuorese per studiare il campo elettromagnetico e valutare il sito candidato.
Un nuovo passo nel percorso che potrebbe portare in Sardegna l’Einstein Telescope, il futuro rivelatore europeo di onde gravitazionali. A Onanì-Mamone, nel Nuorese, è stata installata una stazione di monitoraggio destinata a studiare il campo elettromagnetico naturale e le dinamiche interne della Terra.
L’infrastruttura, realizzata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) all’interno della Casa di reclusione, servirà a raccogliere dati utili per valutare le condizioni ambientali del territorio candidato a ospitare il grande progetto scientifico internazionale. La scelta del sito non è casuale. L’area presenta infatti un livello molto basso di interferenze legate alle attività umane, una caratteristica fondamentale per ottenere misurazioni precise e affidabili.
Dopo una prima fase di test per verificare il corretto funzionamento dei sensori, il progetto coinvolgerà anche i detenuti della struttura, che parteciperanno alle attività di consolidamento dell’installazione, entrando così in un contesto di ricerca scientifica internazionale. Dal punto di vista scientifico, la stazione contribuirà alle attività del progetto Meet dell’Ingv, dedicato allo studio dell’evoluzione della Terra e dei processi che avvengono al suo interno.
L’installazione è stata possibile grazie alla collaborazione tra la direzione della Casa di reclusione e l’Agenzia del demanio. “Si tratta di un’opportunità strategica non solo per la comunità scientifica, ma anche per il territorio sardo”, sottolinea il direttore dell’istituto penale, Vincenzo Lamonaca.






