Il Brasile assorbe il 60% delle vendite, ma il mercato vale ancora meno dell’1% del totale sardo.
Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Bolivia valgono complessivamente 46 milioni di euro di esportazioni dalla Sardegna nel 2025. È questo il volume d’affari registrato nei Paesi dell’area Mercosur per prodotti chimici, macchinari, legno, alimentari e bevande, secondo l’analisi dell’Ufficio studi di Confartigianato Sardegna.
In un contesto internazionale segnato da tensioni e incertezze, con mercati tradizionali sempre più complessi da presidiare, le imprese sarde e italiane guardano a nuove piazze commerciali. L’analisi evidenzia come quello sudamericano sia un mercato ancora in parte da esplorare e conquistare.
Dei 46 milioni di euro di esportazioni, 33 riguardano i prodotti chimici, 10 i macchinari, 1,3 milioni il legno. Quote minori interessano apparecchiature elettriche, alimentari, metallo, bevande e gomma. Il 60% dell’export verso l’area è destinato al Brasile, il 38,5% all’Argentina, lo 0,8% all’Uruguay e lo 0,1% al Paraguay, mentre non si registrano esportazioni verso la Bolivia. Nel complesso, l’export sardo verso l’America meridionale rappresenta lo 0,8% del totale delle esportazioni dell’isola. Il principale mercato di riferimento resta l’Unione europea a 27, che assorbe circa 1 miliardo e 800 milioni di euro, mentre l’extra Ue vale 4 miliardi e 300 milioni, per un totale superiore ai 6 miliardi.
“L’articolata situazione politica internazionale, che inizia a ripercuotersi anche sull’export di beni e servizi in mercati finora consolidati come, per esempio, quelli degli Stati Uniti – afferma Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna – sta costringendo, e costringerà sempre più, le imprese sarde a guardare con maggiore interesse a piazze economiche fino ad adesso poco frequentate o addirittura inesplorate”.
Secondo Confartigianato, in una fase in cui molte imprese cercano nuovi sbocchi commerciali a causa della chiusura o del rallentamento dei mercati tradizionali, l’area del Mercosur può rappresentare un’alternativa concreta. “Siamo in una fase economica mondiale molto delicata – aggiunge Meloni – e, come sistema delle micro, piccole e medie imprese, dobbiamo saper cogliere tutte le opportunità. Paesi come quelli del Mercosur e dell’India rappresentano mercati importanti, con una domanda crescente di prodotti di qualità e con elevati standard europei”.






