Export in Sardegna, numeri in calo e mercati da ripensare: “Pesa l’instabilità Usa”

Nel 2025 export giù dell’11,4% e segnali di difficoltà anche per l’agroalimentare. Cna: troppo peso di petrolifero e mercato americano.

Nel 2025 l’export della Sardegna torna a scendere e si ferma a 5,9 miliardi di euro, con un calo dell’11,4% rispetto all’anno precedente. Un dato che riflette soprattutto il rallentamento del comparto petrolifero, ma che segnala criticità anche per l’agroalimentare. A fotografare la situazione è il report diffuso dal Centro studi di Cna Sardegna, che evidenzia una perdita complessiva di oltre 758 milioni di euro. Il petrolifero continua a pesare per circa il 75% dell’export regionale, ma al netto di questo settore la flessione si riduce all’1,1%, mentre il manifatturiero non petrolifero resta sostanzialmente stabile (+2,9%).

Più complesso il quadro dell’agroalimentare, che chiude l’anno con un -1,7%, ma con segnali di peggioramento negli ultimi mesi. A incidere è soprattutto l’andamento del Pecorino romano sul mercato statunitense, che registra un calo costante nella seconda parte del 2025. In difficoltà anche vini (-9,4%) e oli (-21,3%), mentre crescono pasta e prodotti da forno (+40,3%). Il mercato degli Stati Uniti resta centrale ma sempre più instabile. In tre anni le esportazioni sarde verso gli Usa sono crollate dell’81%, passando da quasi 234 milioni di euro a meno di 45 milioni nell’ultimo trimestre. L’agroalimentare è oggi il primo settore esportatore verso quel mercato, che assorbe oltre il 52% delle vendite di prodotti alimentari dell’isola.

“I dati del 2025 – dichiarano Luigi Tomasi e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale di Cna Sardegna – confermano la fragilità strutturale del nostro sistema export. Quando quasi tre quarti delle nostre vendite all’estero dipendono da un unico settore — il petrolifero — e le eccellenze agroalimentari che costruiamo in decenni di lavoro rischiano di perdere il loro principale mercato di sbocco per ragioni geopolitiche su cui non abbiamo alcuna leva, il tema della diversificazione cessa di essere una scelta strategica e diventa un’urgenza. Come Cna Sardegna chiediamo con forza che la Regione e il Governo nazionale mettano in campo strumenti concreti di supporto all’internazionalizzazione, a partire da risorse dedicate alla penetrazione di nuovi mercati per le nostre pmi agroalimentari.”

L’analisi evidenzia anche l’effetto del cosiddetto front-loading, con acquisti anticipati nella prima parte dell’anno in previsione di nuovi dazi, seguiti però da un rallentamento netto negli ultimi mesi. “L’analisi dei dati mensili – proseguono Tomasi e Porcu – racconta una storia che i numeri annuali tendono a mascherare: il fenomeno del front-loading americano (pratica di anticipare acquisti, ordini, importazioni per evitare futuri aumenti di prezzo) ha gonfiato la prima parte del 2025, ma da agosto in poi la caduta delle esportazioni di Pecorino Romano verso gli Usa è stata costante e preoccupante. Questo non è un problema congiunturale — è la spia di una dipendenza eccessiva da un unico mercato, in un contesto di guerra commerciale strutturale. La buona notizia è che i mercati alternativi esistono e la domanda di formaggi stagionati italiani è in crescita ovunque: dalla Corea del Sud agli Emirati Arabi, dalla Polonia al Canada. Serve un piano integrato di promozione che coinvolga le nostre imprese artigiane e le accompagni in questa transizione.”

Tra le prospettive per il 2026 si intravede una possibile ripresa del comparto petrolifero, sostenuta dall’aumento del prezzo del greggio, con il Brent oltre i 100 dollari al barile a marzo. Più incerto invece il futuro dell’agroalimentare, sempre più esposto alle dinamiche internazionali. Per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, Cna indica la necessità di puntare su nuovi mercati, sia maturi come Spagna, Canada e Australia, sia emergenti come Polonia, Corea del Sud ed Emirati Arabi. Una strategia che, secondo l’associazione, non è più rinviabile.

Diventa anche tu sostenitore di SardiniaPost.it

Care lettrici e cari lettori,
Sardinia Post è sempre stato un giornale gratuito. E lo sarà anche in futuro. Non smetteremo di raccontare quello che gli altri non dicono e non scrivono. E lo faremo sempre sette giorni su sette, nella maniera più accurata possibile. Oggi più che mai il vostro supporto è prezioso per garantire un giornalismo di qualità, di inchiesta e di denuncia. Un giornalismo libero da censure.

Per ricevere gli aggiornamenti di Sardiniapost nella tua casella di posta inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

Related Posts
Total
0
Share