Continuità territoriale, l’Ue detta legge: tariffa unica verso la cancellazione

La prossima continuità territoriale aerea tra la Sardegna e i principali hub aeroportuali della Penisola, Roma e Milano, potrebbe dare l’addio alla tariffa unica per essere sostituita da una per i sardi, valida tutto l’anno, e un’altra per i non residenti, variabile a seconda delle stagioni aeronautiche, invernale ed estiva. Quest’ultima avrà un costo massimo dei biglietti modulato a seconda dei due periodi.

Non solo. I vettori che si aggiudicheranno le tratte dagli scali di Alghero, Cagliari e Olbia potranno anche decidere di abbattere le tariffe offrendo, soprattutto nei mesi di scarse prenotazioni, prezzi inferiori a quelli fissati dal prossimo bando che – è l’auspicio della Regione – potrebbe arrivare entro maggio.

Sembra indirizzata su questa strada la mediazione tra Commissione Europea, Governo e Regione che oggi ha segnato un passo avanti in occasione di un incontro tra i capi di gabinetto della Commissaria dei Trasporti, Violeta Bulc, e del ministro Graziano Delrio. Una lunga trattativa iniziata quando la Commissione ha formalmente bocciato il nuovo bando che sarebbe dovuto partire nel novembre scorso. In attesa del nuovo progetto che sarò presentato in Giunta dall’assessore dei Trasporti, Carlo Careddu, per poi passare in Consiglio, la Commissione ha fatto sapere che non si metterebbe di traverso, a meno che non sia un vettore a sollevare il problema con una segnalazione (Complain) che aprirebbe di fatto una procedura.

Per ora si va avanti in regime di proroga del vecchio bando. Per volare tra i tre scali isolani e quelli di Roma e Milano esiste una tariffa unica per tutto l’anno a favore dei sardi e per 10 mesi per i non residenti: circa 60 euro da e per Roma e circa 70 da e per Milano. Nei restanti due mesi i non residenti possono godere di una tariffa calmierata tra gli 88 e i 98 euro circa. Nel frattempo Regione e Governo stanno cercando di convincere la Commissione Ue che all’Isola servono maggiori frequenze dei voli – altra contestazione di Bruxelles – e per questo sono stati presentati diversi studi.

Careddu, sentito dall’Ansa, dice: “Ci siamo seduti al tavolo delle trattative con molta disponibilità nei confronti della Commissione europea ma con la schiena dritta. E con la schiena dritta ci alzeremo da quel tavolo perché stiamo parlando del diritto alla mobilità dei sardi, che viene rappresentato, secondo noi, al meglio dal nostro progetto di continuità territoriale. Il Governo – prosegue l’esponente della Giunta – ha fatto il punto della situazione: la Sardegna non può più aspettare e ha accolto numerose richieste fatte finora, ma su alcuni aspetti il bando non può essere modificato ulteriormente, anche se permangono, da parte di Bruxelles, alcune perplessità sulle frequenze”.

Ancora l’assessore: “Tramite il governo e studi alla mano, abbiamo però spiegato come quelle frequenze siano necessarie per garantire il diritto alla mobilità dei sardi. Per noi – osserva Careddu – è giunto il momento di definire il nostro progetto, per cui dobbiamo andare avanti. Questi giorni serviranno alle diplomazie per verificare ulteriormente alcuni aspetti ma dovremmo procedere si spera senza strappi”. Infine, riguardo all’eventuale tetto massimo applicabile alle tariffe per i non residenti a seconda dei periodi dell’anno, l’assessore è perentorio: “non si può andare oltre il doppio e il triplo. Poi la politica tariffaria la faranno i vettori che hanno l’interesse a far viaggiare gli aerei pieni”. (ANSA).

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