“Sardegna, Novecento di confine”: al Padiglione Tavolara a Sassari in mostra 75 opere tra le due guerre

La Fondazione di Sardegna inaugura una mostra sugli artisti sardi della prima metà del XX secolo.

La Fondazione di Sardegna, attraverso la piattaforma ArS – Arte condivisa in Sardegna, inaugura al Padiglione Tavolara di Sassari la mostra “Sardegna, Novecento di confine. Arte tra le due guerre”, dedicata agli artisti sardi della prima metà del XX secolo. L’esposizione sarà visitabile dal 5 marzo al 28 giugno 2026.

Il progetto espositivo, curato da Maria Paola Dettori, esplora gli aspetti della produzione isolana più direttamente legati al contesto della storia dell’arte italiana del Novecento. In un periodo segnato dal ritorno a generi tradizionali come il ritratto, la natura morta, il paesaggio e la figura umana, anche i pittori e gli scultori sardi parteciparono al dibattito nazionale, confrontandosi con i temi e i linguaggi che attraversavano la ricerca artistica in tutta Italia.

La mostra documenta questo percorso attraverso opere che testimoniano il legame con l’identità dell’isola, senza indulgere in letture regionalistiche o folkloriche, ma mettendo in luce il dialogo con il panorama culturale del tempo. In esposizione 75 lavori tra dipinti, incisioni, sculture, bozzetti, taccuini di disegni e fotografie d’epoca.

Il percorso si articola in sezioni tematiche dedicate alla pittura di paesaggio e al rapporto tra natura e città, all’Italia rurale e alla Sardegna terra di campi e miniere, al ritratto tra arte decorativa e rinnovamento monumentale della forma, alla figura femminile tra mito e modernità, al culto del corpo e al mito della giovinezza, alla riscoperta della natura morta e al tema del “posto al sole”, legato alla stagione coloniale. Tra gli artisti presenti figurano Giuseppe Biasi, Stanis Dessy, Cesare Cabras, Gavino Tilocca, insieme ad altri protagonisti della scena isolana. Le opere provengono dalla collezione della Fondazione di Sardegna, con il contributo di prestatori privati.

L’esposizione rende accessibili lavori normalmente non visibili al pubblico. In alcuni casi si tratta di opere poco conosciute o presentate per la prima volta, talvolta note solo attraverso fotografie d’epoca. È il caso dei bassorilievi di Eugenio Tavolara dedicati a “Il risparmio e il lavoro” del 1943, in parte ricostruiti per questa occasione, o dei gessi di Francesco Ciusa realizzati per lo Stadio dei Marmi di Roma, documentati attraverso immagini storiche. Accanto a questi, sono esposti lavori che in passato hanno partecipato a rassegne di rilievo come la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma.

La mostra è ospitata al Padiglione Tavolara, spazio culturale gestito dal Comune di Sassari, con cui la Fondazione collabora nella programmazione espositiva. “Con questa mostra si consolida il lavoro di valorizzazione della nostra collezione, contribuendo al rafforzamento del sistema culturale regionale. Un patrimonio artistico produce valore quando genera conoscenza, confronto e partecipazione”, ha dichiarato il presidente della Fondazione di Sardegna, Giacomo Spissu. “L’esposizione amplia lo sguardo sul Novecento sardo e lo colloca dentro un quadro più ampio. L’obiettivo è rendere visibile il contributo degli artisti dell’isola al dibattito nazionale del loro tempo e favorire una lettura meno parziale della nostra produzione artistica”. “La scelta di Sassari e del Padiglione Tavolara va in questa direzione”, ha aggiunto Spissu, “costruendo un progetto culturale attraverso luoghi riconoscibili e animando questo spazio con un’attività costante. La Fondazione partecipa a questo percorso contribuendo alla vitalità culturale della città e dell’intero territorio regionale”.

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