Al via il nuovo ciclo promosso da La Sardegna verso l’Unesco: 38 relatori e 119 associazioni coinvolte.
Trentadue appuntamenti, tredici città, trentotto relatori e 119 associazioni coinvolte. Sono i numeri del nuovo ciclo dei “Dialoghi nuragici”, promosso da La Sardegna verso l’Unesco e presentato nella sede della Fondazione di Sardegna dal presidente Pierpaolo Vargiu, insieme all’assessora regionale dell’Istruzione e dei beni culturali Ilaria Portas, al presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, alla responsabile della Soprintendenza per Cagliari, Oristano e Sud Sardegna Gianfranca Salis, al prorettore delegato al Territorio e all’innovazione dell’Università di Cagliari Fabrizio Pilo e al presidente della Fondazione di Sardegna Giacomo Spissu.
Il ciclo prenderà il via il 10 marzo per concludersi il 15 giugno, attraversando l’intera isola con un calendario diffuso che tocca città grandi e centri medi, con l’obiettivo di raccontare in modo nuovo l’unicità della civiltà nuragica e dei suoi monumenti – nuraghi, villaggi, tombe dei giganti e pozzi sacri – oggi inseriti nell’istanza di candidatura Unesco.
Si parte da Carbonia, dove i tre incontri sono in programma il 10 e il 24 marzo e il 14 aprile nella sala conferenze Sotacarbo della Grande miniera di Serbariu alle 17.30. A Tempio sono previste due date, il 12 e il 24 marzo, al convento degli Scolopi alle 16.30. A Oristano gli appuntamenti si terranno il 19 marzo, il 2 e il 16 aprile nella sala conferenze Hospitalis Sancti alle 17.30.
A Cagliari il primo dei sei incontri è fissato per il 17 marzo a Sa Manifattura alle 18.00, con il dialogo “Quanti sono i nuraghi? Proviamo a contarli insieme”, seguito dalle date del 31 marzo, 21 aprile, 5 maggio, 19 maggio e 9 giugno. A Sassari si torna nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna alle 18.00 con quattro appuntamenti: 30 marzo, 13 aprile, 27 aprile e 11 maggio.
Ad aprile il calendario fa tappa a San Gavino, il 10 alla galleria Civis alle 17.30, e a Quartu, dove il 16 aprile prende il via il percorso nella terza città dell’isola. Il 24 aprile è la volta di Serramanna, alla sala polifunzionale ex Montegranatico alle 17.30. A Nuoro si parlerà dell’identità profonda della Sardegna il 30 aprile e poi il 14 e 28 maggio, nell’auditorium della biblioteca “Sebastiano Satta”, sempre alle 17.30.
Ad Olbia gli incontri si svolgeranno nell’aula magna del consorzio polo universitario alle 17.30 nelle date del 22 aprile, 6 maggio e 20 maggio. A Sanluri l’associazione farà tappa il 15 maggio nell’aula didattica del polo alle 17.30. Ad Alghero sono previsti tre appuntamenti, il 15 maggio, il 21 maggio e l’8 giugno, nella sala conferenze della Fondazione Alghero alle 17.30. Chiude il calendario Tortolì, una delle novità dell’edizione 2026, con l’incontro del 15 giugno al teatro San Francesco alle 18.30.
“Il patrimonio nuragico è l’unica risorsa davvero presente in tutti i Comuni della Sardegna, dove è possibile trovare un monumento ogni due chilometri quadrati – ha spiegato Vargiu –. Le maggiori concentrazioni si trovano proprio nelle zone interne, che possiamo proteggere dallo spopolamento solo costruendo nuove opportunità di sviluppo. Chiediamo a tutti i sardi di aiutarci in questo percorso di valorizzazione di una straordinaria risorsa che può rendere riconoscibile e importante la nostra isola nel mondo”.
Per l’assessora Ilaria Portas il percorso verso il riconoscimento Unesco rappresenta un’occasione di crescita collettiva. “È importantissimo ambire al riconoscimento, ma ogni passo compiuto è già conoscenza e ricchezza per tutti i sardi, soprattutto per i più giovani. La partecipazione di tante istituzioni e associazioni dimostra che in Sardegna c’è grande interesse e che possiamo fare molto insieme”.






