Rivolta dei sanitari all’ospedale Sirai, Regione chiede conto e apre indagine

Finora tutto era stato in qualche modo affossato. Perché alle proteste di medici, infermieri e oss non c’èra risposta. I vertici della Assl di Carbonia e quelli dell’ospedale Sirai mai avevano preso un provvedimento rispetto alle denunce del personale sanitario. Anche perché una presa di posizione sarebbe equivalsa a sconfessare se stessi. Ma dopo l’esposto firmato da trentatré lavoratori e depositato in Procura a Cagliari dagli avvocati Roberto Peara e Giacomo Doglio, l’altra settimana, la musica è cambiata. Dall’assessorato regionale alla Sanità hanno chiesto lumi e convocato negli uffici di via Roma il management.

È un rosario di omissioni, quello che i legali Peara e Doglio hanno messo su bianco nei giorni scorsi, a cominciare dall’avanzata del Covid. Tant’è: “Nessuna stanza ha delle zone filtro“, che hanno l’obiettivo di purificare l’aria e rallentare i contagi. Del resto, distanziamento sociale e igienizzazione delle mani non bastano se non c’è la corretta ventilazione, perché ‘respirare’ il virus non è una passeggiata della salute.

In questi mesi più e più volte ai vertici del Sirai erano state spedite lettera. Solo in un’occasione era arrivata uan risposta. E che risposta: una dirigente aveva scritto che non era il caso di disturbare. Ecco: anche di quella risposta, che è una potenziale bomba giudiziaria a orologeria, l’assessorato alla Sanità ha deciso di chiedere conto.

All’ospedale Sirai, sempre a leggere l’esposto dei trentatré sanitari, mancano anche i cosiddetti ‘percorsi sporco-pulito‘, per evitare la contaminazione da Covid, in questo caso. Ovvero: chi esce da un reparto dopo la fine del turno non deve seguire lo stesso cammino di chi entra. Questo sempre nell’ottica di contenere il virus. Quando infatti durante la prima ondata la pandemia in Sardegna si era caratteristica per la concentrazione dei focolai negli ospedale, l’assenza delle misure di contenimento stava alla base del problema, diventato caso nazionale, con un numero altissimo di sanitari contagi.

Anche al Sirai non scherzano: tra medici, infermieri, oss e pazienti il numero dei contagi è arrivato a quota sessanta. Ai primi di gennaio tre direttori di struttura avevano paventato la chiusura dell’ospedale, dove non ci sono nemmeno “bagni adeguati”, sempre nell’ottica di frenare l’avanzata del Covid. Ma adesso l’assessorato alla Sanità chiede lumi. Sarà interessante capire cosa rispondono da Carbonia.

Al. Car.
(@alessacart on Twitter)

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