Pranzo Sardara, scatta bagarre in Aula. La Zedda: “Attendiamo esito indagini”

Ritorna il sereno in Consiglio regionale dopo una bagarre scoppiata in Aula stamattina. Si è riunita la conferenza dei capigruppo e alla ripresa dei lavori dopo la sospensione decisa dal presidente Michele Pais è intervenuta Alessandra Zedda in qualità di vicepresidente della Regione.

“Ciò che è accaduto a Sardara è un fatto grave e inopportuno, tuttavia il governatore Solinas da voi chiamato in causa – ha detto rivolgendosi agli esponenti dell’opposizione – non deve né può riferire alcunché”. Infatti, ha spiegato, “sapete tutti che ci sono delle indagini, e all’esito di queste indagini si valuterà quale dovrà essere la reazione che la Giunta dovrà avere in relazione ai fatti di Sardara”.

Tuttavia, ha aggiunto, “ad oggi vi chiedo di proseguire i lavori sulla legge all’ordine del giorno, e di fare la vostra democratica opposizione. Noi saremo qui a confrontarci, ma facciamolo sulle leggi perché ciò che è successo a Sardara non riguarda né il fatto che la minoranza ha diritto di fare la sua opposizione e né il fatto che la maggioranza ha il dovere di proporre leggi di interesse generale per i sardi”.

Stamane alcuni esponenti dell’opposizione avevano ribadito la necessità che il presidente della Regione Christian Solinas, non presente, riferisse in Aula. Dopo una serie di interventi su questo tema il presidente dell’Assemblea ha dato il via all’esame degli articoli del ddl 107. Le minoranze hanno occupato i banchi della maggioranza ma il relatore della legge Stefano Tunis ha continuato a illustrare l’articolo uno.

Così, dopo l’intervento chiarificatore della Zedda è cominciato l’esame degli articoli della legge sugli staff. Ma prima, intervenendo in replica alla vicepresidente, il Progressista Massimo Zedda ha dichiarato di non condividere “l’argomento utilizzato”. Infatti, ha detto, “il fatto che la politica debba attendere l’esito di indagini vale in altri casi, qui il tema è un altro perché alcuni esponenti e funzionari pubblici hanno violato delle regole. Il presidente ha titolo per convocare il comandante del Corpo forestale (presente all’hotel termale di Sardara, ndr), metterlo di fronte alle sue responsabilità, parlare in modo franco, chiedergli di dimettersi e di dire chi era al tavolo di Sardara, ovviamente le persone riconducibili all’apparato regionale, convocarli e chiedere le dimissioni prima di provvedimenti dell’autorità giudiziaria”.

Anche secondo Eugenio Lai (LeU), “non è pensabile che il presidente attenda la fine di un’indagine, in ogni caso prendo atto che verrà in Aula alla fine delle indagini”. “Sono certo – ha aggiunto Michele Cossa (Riformatori) – che il presidente interverrà nel modo più appropriato”.

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