Elia Del Grande, le evasioni, la detenzione a Uta, i domiciliari a Olbia. La compagna gallurese: “Non è pericoloso, verso di lui c’è accanimento”

L’uomo ha scontato cinque anni a Uta prima di ottenere i domiciliari nella casa di Olbia dove viveva con la compagna Rossella Piras.

di Francesca Mulas

“Non mi dite che era pericoloso, perché ci dormivo insieme e lo conosco molto bene, la pericolosità è ben altro”. Rossella Piras, compagna di Elia Del Grande, commenta la notizia dell’evasione, l’ennesima del cinquantenne lombardo condannato per l’omicidio dei familiari nel 1998.

La donna, contattata dal programma “Dentro la notizia” di Canale Cinque, ha sottolineato che “Doveva uscire e io avevo già la valigia pronta. L’accordo era che sarebbe arrivato in Sardegna per sei mesi in vigilata, dopo la vigilata sarebbe tornato di nuovo al paese“. E ha aggiunto “Sono preoccupata, è normale, e sono anche molto arrabbiata. Il magistrato non ha detto che è socialmente pericoloso: ha voluto rinchiuderlo perché riteneva che non fosse pronto a stare fuori. È un accanimento vero e proprio”.

Le ricerche proseguono senza sosta nel Nord Italia e in particolare a Cadrezzate, suo paese di origine in provincia di Varese: qui il 7 gennaio 1998 Elia, allora 22 anni, armato di un fucile da caccia uccise il padre Enea, la madre Alida e il fratello Enrico nell’appartamento sopra il panificio della famiglia. Fuggì in Svizzera ma venne arrestato poco dopo e confessò il delitto. L’episodio viene ricordato ancora oggi dalla cronaca come “la strage dei forni”. Fu lo stesso killer a raccontarlo nel 2003 a Franca Leosini nel programma “Storie maledette“, evidenziando i conflitti con i genitori. Gli inquirenti credono che l’evaso sia tornato in un territorio che conosce molto bene. Una prima sentenza lo condannò all’ergastolo, pena ridotta poi a 30 anni. Dopo 26 anni e quattro mesi in carcere, trascorsi in vari istituti penitenziari italiani aveva iniziato a godere della semilibertà ed era stato assegnato alla casa-lavoro in provincia di Modena.

Il nome di Del Grande è molto noto in Sardegna: la sua famiglia era solita trascorrere le vacanze in Gallura, e proprio nell’Isola l’uomo aveva scontato alcuni anni di detenzione.

Dal 2018 al 2023 era rinchiuso nella Casa circondariale “Ettore Scalas” di Uta, dove era rimasto finché il magistrato di sorveglianza gli aveva concesso i domiciliari nella casa di Olbia insieme alla compagna Rossella Piras. La misura gli era stata revocata per denunce di furto e minacce ai danni dei vicini di casa, e da qui era stato trasferito in una nuova struttura nel Modenese, una casa-lavoro dove avrebbe terminato di scontare la pena e allo stesso tempo avviato un percorso di reinserimento sociale.

Lo scorso novembre era evaso ma è stato arrestato poco dopo. Martedì 7 aprile la nuova fuga da una struttura di Alba, in provincia di Cuneo, da cui si era assentato per godere di una licenza.

(Nella foto, un frame dal programma “Storie maledette” del 2003)


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