Covid, banchetto con politici e manager. Le reazioni di condanna, Pd all’attacco

Cresce la polemica politica dopo la notizia del banchetto con 40 persone tra manager anche pubblici e politici qualche giorno fa in un hotel di Sardara, in barba alle prescrizioni della zona arancione. “Le restrizioni per frenare la diffusione del Covid dovrebbero valere per tutti, ma invece c’è chi, nonostante i numeri drammatici che condannano la Sardegna alla zona rossa, ha deciso di violare le regole. E la cosa più grave è che a farlo siano i rappresentanti delle istituzioni”.

Così in una nota i consiglieri regionali del Partito Democratico, che condannano fermamente il raduno avvenuto qualche giorno fa in una nota struttura ricettiva termale di Sardara. Un pranzo – secondo le indiscrezioni – al quale hanno presenziato una quarantina di persone, tra cui politici e funzionari regionali, e che è stato interrotto dagli uomini della Guardia di Finanza di Sanluri.

“Si tratta di un fatto gravissimo – condannano i dem – soprattutto perché, come ricostruito dagli organi di stampa, vede coinvolti anche dei rappresentanti delle istituzioni, coloro i quali avrebbero dovuto mantenere un comportamento esemplare e di massimo rigore nel rispetto delle misure anti-Covid e nel rispetto di tutti i sardi che stanno subendo gli effetti delle restrizioni necessarie al contenimento della pandemia”.

“Proprio alla vigilia di un nuovo lockdown – prosegue la nota – riteniamo inaccettabile che ad infrangere le regole sia proprio chi dovrebbe dare il buon esempio. I cittadini devono poter credere nelle istituzioni, invece, anche a causa di questi deplorevoli atteggiamenti, rischiano di vedere vanificati i grandi sacrifici fatti nell’ultimo anno. Ci auguriamo – concludono i consiglieri regionali del PD – che venga fatta piena chiarezza sulla vicenda e che gli organi competenti si attivino affinché i partecipanti al banchetto vengano individuati e sanzionati”.

“Episodi come questi sono il motivo per cui le persone perdono fiducia nelle istituzioni e si allontanano da ciò che, invece, è importante. La Politica. Con la P maiuscola. Un pranzo, cosa vuoi che sia”. Così in un post su Facebook la viceministra al Mise, Alessandra Todde sulle polemiche per il pranzo ‘proibito’ . “Si sono incontrati per ‘lavorare’ a Sardara (perché è questa la giustificazione data da alcuni di loro alla Guardia di Finanza che, giustamente, ha fatto i controlli) e – in barba alle regole che valgono per ogni altro cittadino Sardo ed Italiano in zona arancione -, si sono riuniti in un pranzo, di fatto, proibito – riassume l’esponente del Governo -. Le regole evidentemente valgono per tutti i comuni mortali ma non per chi utilizza i propri incarichi per derogare dalle stesse regole che pretende di imporre agli altri, senza, per altro, rispettarle e farle rispettare lui stesso”.

“Troverei questo comportamento odioso in un momento ‘normale’, ma lo trovo ancora più avvilente – sottolinea Todde – in una situazione come quella che stiamo vivendo in cui gli imprenditori vedono svanire i sacrifici di anni e le persone normali sperimentano scenari di incertezza e di povertà inediti anche per chi, prima della pandemia, stava discretamente bene. Ho passato 30 anni della mia vita a lavorare e a fare impresa senza utilizzare un euro di soldi dello Stato. Negli ultimi 18 mesi – ricorda – prima da Sottosegretaria e adesso come viceministro al Governo del nostro Paese – mi ricordo chi ogni giorno mi paga, i cittadini, e il perché devo impegnarmi al massimo. E come politica, mi indigno. Episodi come questi sono il motivo per cui le persone perdono fiducia nelle istituzioni e si allontanano da ciò che, invece, è importante. La Politica. Con la P maiuscola”.

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