Cinque anni fa l’incendio del Montiferru, la denuncia: “40 milioni di indennizzi mai arrivati”

Cinque anni sono trascorsi da uno degli incendi più devastanti della storia recente della Sardegna, e mancano all’appello 40 milioni di indennizzi destinati ad aziende e famiglie. A denunciarlo la Coldiretti di Oristano con una nota stampa in cui si segnalano “risposte che non sono mai arrivate da parte di chi era chiamato a darle, mentre le imprese continuano a pagare il prezzo più alto di una tragedia che non può e non deve essere archiviata”.

“Sono passati 1.680 giorni da quel terribile luglio 2021, quando l’incendio del Montiferru e della Planargia, una delle ondate più violente della furia del fuoco nella storia moderna dell’Oristanese, mandò in fumo centinaia di ettari di territorio, mettendo in ginocchio l’ambiente, il mondo agricolo e intere comunità rurali, con produzioni agricole e di cibo che non hanno mai visto la luce – si legge nella nota. – A distanza di 55 mesi, famiglie e aziende agricole attendono ancora risposte£.

“A oggi mancano all’appello oltre 40 milioni di euro, tanto è il danno subito dalle aziende agricole colpite. Oltre 500 aziende sono rimaste in attesa per anni: solo il 10% delle domande presentate è stato ritenuto finanziabile, mentre per il restante 90% non c’è stato nulla da fare – sostiene l’organizzazione – Riteniamo fondamentale reperire ulteriori risorse per consentire lo scorrimento della graduatoria delle domande presentate nel 2024 sulla misura 5.2 del Piano di sviluppo rurale”.

Per l’associazione, se questo non fosse possibile, sarà necessario attivare strumenti dedicati ed efficaci per sostenere le aziende agricole che hanno subito questi danni.

“Il prezzo pagato da queste realtà imprenditoriali non è stato solo economico, ma anche territoriale e sociale – sottolinea il presidente provinciale di Coldiretti Oristano, Paolo Corrias – Per molte aziende si è trattato di un colpo che non potrà mai essere completamente ripagato; in questi anni, mentre alcune aziende chiudevano, altre non hanno potuto nemmeno accedere ai bandi per gli investimenti. La sottomisura 5.2 del PSR – precisa Corrias – avrebbe dovuto garantire la vitalità e la permanenza delle aziende sul territorio, attraverso il ripristino del potenziale produttivo agricolo e zootecnico. Questo, però, non è avvenuto proprio perché le aziende sono risultate prive dei requisiti economici. Oltre al danno, la beffa”

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