L’impianto è previsto a circa 400 metri dal Villaggio Pescatori e a un chilometro e mezzo dal centro della città.
No della Giunta regionale al rigassificatore di Giorgino, che sarebbe dovuto essere realizzato dalla Sardinia Lng nella zona del Porto Canale di Cagliari, a circa 400 metri dal Villaggio Pescatori. L’esecutivo, su proposta della presidente Alessandra Todde, d’intesa con l’assessore dell’Industria, ha espresso parere negativo al rilascio dell’intesa per la realizzazione di un terminale di rigassificazione e di un impianto di stoccaggio di GNL (Gas naturale liquefatto).
L’intervento proposto, basato su un terminale di rigassificazione e stoccaggio di tipo fisso e strutturale, “si colloca su un orizzonte tecnologico rigido e di lungo periodo, non coerente con la visione programmatoria regionale, che richiede invece soluzioni agili, modulabili e non idonee a vincolare il territorio in modo permanente”, si legge in una nota della Giunta regionale.
“La programmazione regionale si orienta verso soluzioni infrastrutturali a basso impatto territoriale“, evidenzia ancora la Giunta, “capaci di adattarsi all’evoluzione del mercato e agli obiettivi di decarbonizzazione. Il Decreto del presidente del Consiglio dei ministri relativo al phase-out del carbone conferma tale impostazione, individuando esclusivamente infrastrutture energetiche flessibili o riutilizzabili — come i terminali di rigassificazione di tipo flottante — quali strumenti compatibili con il percorso di transizione dell’Isola”.
Nel febbraio del 2025 anche il Consiglio comunale di Cagliari, facendo propria anche l’opposizione dei residenti del Villaggio pescatori e di numerose associazioni ambientaliste, aveva espresso la sua contrarietà: “Il Villaggio Pescatori di Giorgino – era scritto in un ordine del giorno approvato dall’assemblea civica – si trova a circa un chilometro e mezzo di distanza dal centro storico di Cagliari, a ovest di Santa Gilla, ed è pressoché privo dei servizi di prossimità necessari alla vita quotidiana di chi vi abita; è prevista nel Porto Canale, in una superficie pari a 78.000 mq a sud ovest rispetto al centro della città e a circa 400 metri dal Villaggio Pescatori e dello svincolo sulla S.S. 195.
L’impianto – aveva fatto osservare il Consiglio comunale – sorge in un’area dove il Piano paesaggistico regionale prevede la riqualificazione e il recupero del valore paesaggistico e della funzionalità ambientale del litorale La Plaia – Giorgino e del relativo compendio umido dello Stagno di Cagliari (Santa Gilla), prevedendo anche l’integrazione del progetto paesaggistico di mitigazione degli impatti ambientali della Strada Statale 195″. Insomma, “l’area di Giorgino, se riqualificata e valorizzata dal punto di vista ambientale e del patrimonio architettonico e adeguatamente collegata al centro della città, rappresenti una grande risorsa turistica e di sviluppo economico per la città di Cagliari”.
La decisione arriva dopo l’alt imposto dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio, che nelle scorse settimane aveva accolto il ricorso della società proponente contro il silenzio amministrativo. I giudici avevano stabilito che l’iter non poteva restare sospeso e avevano ordinato alle amministrazioni competenti, ministeri e Regione, di concludere il procedimento entro 30 giorni. Presentato nel 2017 con l’obiettivo dichiarato di garantire alla Sardegna una fonte stabile di approvvigionamento di gas naturale, in un contesto segnato dall’assenza di metanizzazione diffusa e dalla prospettiva di uscita dal carbone, negli anni aveva ottenuto la Via e superato diversi passaggi autorizzativi. Ma è rimasto bloccato sull’intesa regionale determinante. Parallelamente è cresciuta l’opposizione sul territorio: i residenti di Giorgino e del Villaggio Pescatori, associazioni ambientaliste e operatori della pesca hanno sollevato dubbi su sicurezza, impatto ambientale e compatibilità con la vocazione dell’area.






