Redentore, per la Festa arriva a Nuoro la nipote dello scultore Jerace

Non poteva che esser ribattezzato “Il ritorno di Jerace”, la rassegna di appuntamenti ideati per la Festa del Redentore nella sua 118esima edizione con l’arrivo a Nuoro di Francesca Jerace, trentina, nipote dello scultore Vincenzo Jerace, artista che nel 1901 ha firmato la statua in bronzo sull’Ortobene.

Un arrivo caldeggiato a lungo, in un anno di lavoro, dall’autore nuorese Graziano Siotto che, grazie a notizie e documenti inediti della stessa Jerace, ha recentemente pubblicato per Nemapress Edizioni il romanzo “Il Redentore della Sardegna” che ricostruisce la storia autentica del bronzo, con numerose inedite scoperte come il nome “Narietta”, da attribuire al piccolo volto dietro al piede del Cristo, una figlioletta dello scultore, prematuramente scomparsa e di cui si ignorava sino a oggi l’esistenza.

La famiglia Jerace sarà in città da sabato 25 agosto. In serata sarà accompagnata dallo scrittore nuorese all’evento  “Omaggio al Redentore”, l’esposizione di artigiani e artisti locali nell’ex Convento di via Manzoni. Domenica 26 Francesca Jerace assisterà per la prima volta alla sfilata degli abiti tradizionali sardi e al Festival Regionale del Folklore nello stadio comunale del Quadrivio.

Nella mattinata di martedì 28 agosto, la famiglia Jerace visiterà il Man, il Museo del Costume e la Casa Museo Grazia Deledda, amica di Vincenzo Jerace stesso e attiva in prima persona nella raccolta dei fondi necessari per la realizzazione del  monumento al Redentore.

Ancora martedì, alle 18.30, nel chiostro dell’ex Convento di via Manzoni ci sarà un incontro con cittadini, artisti, artigiani e autorità nuoresi, desiderosi di portare i loro saluti ed omaggi di benvenuto. Tra questi, solo per citarne alcuni, la Libreria Mieleamaro, la Gioielleria Rosas, La Stamperia Nuoro, il Lyons Club, Salvaguardia Monte Ortobene, il poeta Peppe Montesu, i pittori Mario Adolfi, Domenico Canu e Luciano Pinna, il marchio D-Grazia, il fotografo Marco Seddone, le sorelle Giovoni, l’artista Battore Belloi.

Nei prossimi giorni verranno mostrate ai nuoresi per la prima volta gli scatti di un’inedita, sconosciuta e pregiata opera del Redentore, in ottone su legno, di Vincenzo Jerace, recentemente riscoperta dalla nipote e attualmente in fase di restauro. Il “primo Redentore” fu il bozzetto, differente dalla scultura dell’Ortobene, inviato dallo scultore nel febbraio del 1900 ed esposto nella Cattedrale di Nuoro, il “secondo Redentore” fu il calco dell’opera donato dall’artista al Comune di Nuoro nel 1947 e scomparso verso la metà degli anni Sessanta in circostanze mai chiarite; quello recentemente scoperto dalla nipote è dunque un ‘terzo Redentore’ finora sconosciuto.
Gli Jerace parteciperanno, infine, alla messa solenne officiata dal vescovo di Nuoro Mosè Marcia mercoledì sul Monte; in questa occasione visiteranno per la prima volta la lapide di Luisa Pompeati , moglie dello scultore, e il  monumento del Cristo Redentore sull’Ortobene.

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