Sestu: il riformatore Cossa candidato sindaco del centrodestra: “Torniamo al senso della comunità”

L’ex parlamentare ed ex consigliere regionale, guida la coalizione FI, FdI e Sardegna 2020 alle prossime comunali: “Ho accettato la proposta dopo aver trovato il consenso degli alleati”

di Vito Fiori

Ha appena compiuto 66 anni, ma di farsi da parte non ne ha la minima intenzione. Michele Cossa, uno dei leader storici dei Riformatori sardi, è pronto a correre per la carica di sindaco di Sestu, il suo paese. “A dire il vero non pensavo di candidarmi, avevo altro per la testa ed era una ipotesi che non avevo preso in considerazione. In tanti, però, mi hanno sollecitato a farlo e così, dopo aver parlato con il mio partito e con gli alleati del centrodestra, ho accettato la proposta. È successo dopo il referendum che, per noi, è stato una debacle”.

Non è stato facile.

“Inizialmente ho rifiutato. Alle insistenze, ho fatto le mie verifiche, parlando con Massimiliano Bullita e Matteo Taccori, sui quali si era puntata l’attenzione per una candidatura. Non avrei mai voluto spaccare. Per questo, dopo aver notato che c’era il gradimento della mia persona e la giusta unità a livello locale, ho detto sì. D’altronde, sono sempre molto legato alla mia comunità e per spirito di servizio non potevo respingere l’invito”.

Possibile che non le sia venuta in mente l’idea di lasciare la politica e aiutare qualche giovane a inserirsi?

“L’ho già fatto non ricandidandomi alle regionali del 2024. Vorrei dirle, me lo consenta, che noi i giovani li aiutiamo e lo abbiamo dimostrato in questi anni”.

Dipendente Asl, ex parlamentare ed ex consigliere regionale, Cossa ha modi garbati e l’aplomb del vecchio democristiano.

Una curiosità: che ci azzeccano i Riformatori con la Lega e con Fratelli d’Italia?

“Vorrei precisare che la Lega non fa parte della coalizione alle comunali. Ci saranno le liste di Forza Italia, Sardegna 2020, Fratelli d’Italia e la nostra dei Riformatori”.

Ok, ma in Regione eravate insieme, o no?

“Certo. Noi siamo liberal-democratici, siamo vicini alle imprese e sosteniamo il libero mercato e la concorrenza”.

Mi scusi, perché nel centrosinistra c’è ancora qualcuno che è contro il libero mercato?

“Non voglio dire questo. Peraltro con il Partito democratico abbiamo molti punti in comune, con i Cinquestelle no, siamo oggettivamente diversi, per cui la nostra collocazione più naturale è quella del centrodestra. E aggiungo che noi rappresentiamo un partito sardo, la nostra particolarità, che è stata una necessità, è il nostro marchio identitario. Siamo autonomisti ma non indipendentisti. Per noi parlano le nostre battaglie come quella per l’insularità che è la vera battaglia per l’autonomia economica. Il diritto alla mobilità di persone e merci e sacrosanto e noi dobbiamo liberarci dal giogo opprimente che lo Stato esercita nei confronti della Sardegna”.

Torniamo sulla terra e alle amministrative di Sestu, un centro che non è né carne né pesce, come tutti i paesi dell’hinterland cagliaritano, e che è diventato suo malgrado uno dei tanti dormitori della zona. Come intende procedere?

“Intanto, mi piacerebbe dare continuità al lavoro di Paola Secci, che ha guidato il municipio per dieci anni. A cominciare dalla riapertura del Poliambulatorio, chiuso da due anni per una ristrutturazione, per limitare i disagi degli utenti, soprattutto delle persone più avanti negli anni che hanno problemi a muoversi. Sempre per quanto riguarda la sanità, ho un’idea che cercherò di realizzare. Cioè, coinvolgere i medici di base, i volontari delle associazioni, il 118, i farmacisti e altre figure per un ambulatorio infermieristico. Un luogo che potrà evitare l’intasamento del pronto soccorso e dove ci sia la possibilità di organizzare screening continui al fine della prevenzione per bambini, adulti e anziani. Il Comune può coordinare questo tipo di iniziativa”.

Un altro tema tema di cui vorrebbe occuparsi.

“Rimaniamo sulla questione hinterland, questa melassa informe che avviluppa l’intera area cagliaritana. Sappiamo che Sestu era già abitata nel neolitico, quindi parliamo di qualche migliaio di anni fa, ecco, mi piacerebbe che si scrivessero dei testi che raccontino questa storia ai bambini delle elementari e ai ragazzini delle medie affinché sappiano cosa è stato il loro paese in antichità. È importante investire in cultura per ritrovare il senso della comunità che sta perdendosi”.

Diventa anche tu sostenitore di SardiniaPost.it

Care lettrici e cari lettori,
Sardinia Post è sempre stato un giornale gratuito. E lo sarà anche in futuro. Non smetteremo di raccontare quello che gli altri non dicono e non scrivono. E lo faremo sempre sette giorni su sette, nella maniera più accurata possibile. Oggi più che mai il vostro supporto è prezioso per garantire un giornalismo di qualità, di inchiesta e di denuncia. Un giornalismo libero da censure.

Per ricevere gli aggiornamenti di Sardiniapost nella tua casella di posta inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

Related Posts
Total
0
Share