La presidente Donata Cabras ha illustrato 12 mesi di lavori: crescono le cause risolte nonostante le carenze di personale. Tra le condanne, quella per una società di gestione beni culturali per la distruzione di materiale archivistico
Un anno di intensa attività e risultati significativi, nonostante le pesanti carenze di organico. È questo il bilancio del 2025 per la Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Sardegna, presentato dalla presidente Donata Cabras in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026.
Il dato più rilevante emerso dalla relazione è l’incremento della produttività. Nel settore della contabilità (giudizi di responsabilità e di conto), la Sezione ha depositato 101 sentenze, consolidando un incremento del 30% rispetto al 2024. Si tratta di un trend di crescita costante che ha portato quasi a triplicare il numero di decisioni rispetto al periodo precedente alla pandemia di Covid-19.
Nello specifico, per quanto riguarda i giudizi di responsabilità, nel 2025 sono state emesse 57 sentenze di condanna (il 60%), per un importo complessivo che supera i 5,4 milioni di euro (5.474.825,50 €) da restituire alle casse pubbliche. Le sentenze di assoluzione o prescrizione sono state 25, mentre 11 giudizi sono stati definiti tramite rito abbreviato.
Segnali positivi arrivano anche dal settore pensionistico, dove il numero di ricorsi pendenti è sceso a 146 rispetto ai 174 dell’anno precedente. Un risultato ottenuto nonostante le “lunghe liste d’attesa” per ottenere i pareri medico-legali e le croniche scoperture nell’organico dell’Avvocatura dell’Inps.
Novità eclatanti riguardano i conti giudiziali. Sebbene le giacenze siano aumentate a causa dell’alto numero di nuovi depositi, una recentissima sentenza della Cassazione (gennaio ’26) ha stabilito che i gestori di strutture ricettive non sono più qualificabili come “agenti contabili” per quanto riguarda l’imposta di soggiorno. Di conseguenza, oltre 7.800 conti di questo tipo passeranno dalla giurisdizione contabile a quella tributaria, alleggerendo significativamente il carico della Sezione.
L’attività giurisdizionale del ’25 si è concentrata su fenomeni ormai noti ma sempre attuali: assenteismo, incarichi esterni non autorizzati e, soprattutto, l’illecito utilizzo di contributi pubblici, con particolare frequenza nei settori dell’agricoltura e della pesca. Grande attenzione è stata posta anche al danno all’immagine della Pubblica amministrazione, con sentenze significative legate a reati come il peculato.
Tra i casi più eclatanti in termini economici c’è quello sulla distruzione per incendio di beni culturali archivistici di proprietà del Consiglio regionale. La Procura ha citato in giudizio il gestore del servizio per aver trasferito i beni, senza autorizzazione, in un locale privo dei necessari impianti di sicurezza, contestando un danno erariale di 187.421.394 euro. Il caso risale al 2022 quando un incendio distrusse due capannoni nella zona industriale di Macchiareddu di proprietà della Sisar, dove erano conservati anche documenti storici del Consiglio regionale oltre che la biblioteca.
Nonostante i successi, la presidente Cabras non ha nascosto le criticità organizzative. La Sezione opera con un organico di magistrati ridotto del 50% (3 presenti su 6 previsti) e con gravi carenze nel personale di segreteria. “Operare con un organico molto inferiore a quello previsto non può che incidere sulla efficiente funzionalità della Sezione”, ha ammonito la presidente, auspicando che le recenti procedure concorsuali possano presto colmare i vuoti.






