Fondi ai gruppi, Francesca Barracciu condannata a quattro anni

Francesca Barracciu è stata condannata a 4 anni per peculato aggravato nell’ambito dell’inchiesta sui fondi ai gruppi del Consiglio regionale. Lo ha deciso la seconda sezione penale di Cagliari presieduta da Massimo Costantino Poddighe (a latere Francesco Alterio e Andrea Mereu). Il collegio giudicante ha così accolto la richiesta del pm Marco Cocco che una settimana fa sollecitò però una pena appena più dura, a cinque anni, al termine di una requisitoria durata un’ora e nella quale il magistrato inquirente aveva ripercorso le tappe della vicenda giudiziaria demolendo in particolare la difesa dell’ex sottosegretaria sui rimborsi benzina. L’ex sottosegretaria alla Cultura (Pd) è stata anche condannata all’interdizione dai pubblici uffici per la stessa durata della pena. Che in questo caso specifico è accessoria, quindi scatta solo nel caso di sentenza passata in giudicato.

La vicenda giudiziaria risale alla XIII legislatura, dal 2004 al 2009, quando la Barracciu era consigliera regionale: sul banco degli imputati è finita con l’accusa di aver commesso il peculato su una somma di 77.293,65 euro che il Pm le ha contestato in due diversi fasi dell’indagine. A settembre 2013 il primo avviso di garanzia per un importo di 33.085,14 euro, il 24 marzo 2014 la seconda contestazione di 44.208,51 euro. Al momento della lettura della sentenza l’ex sottosegretaria era in aula. Poco dopo ha parlato coi giornalisti (leggi qui).

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Con la condanna odierna si chiude solo il primo grado del giudizio. L’avvocato difensore dell’ex consigliera regionale, Franco Luigi Satta, attenderà adesso le motivazioni prima di depositare il ricorso in appello che si preannuncia scontato. Il legale, sempre nell’udienza dello scorso 28 novembre, aveva chiesto l’assoluzione piena per la sua assistita sostenendo che “il fatto non sussiste“.

In seguito all’apertura dell’indagine, nell’autunno di quattro anni fa, la Barracciu fu costretta a fare un passo indietro da candidata governatrice alle Regionali del 2014 dopo aver vinto a settembre del 2013 le primarie Pd per la scelta del leader (leggi qui).Poi all’inizio dello stesso 2014 la nomina a sottosegretaria alla Cultura del governo Renzi, un incarico che negli ambienti politici venne considerato una parziale ricompensa per la rinuncia a correre da aspirante presidente della Regione. Appena il presidente Poddighe ha letto la sentenza, il pm Cocco si è avvicinato alla Barracciu e al suo legale e ha stretto loro la mano.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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