Elettore posta su Fb la propria scheda: ha votato mettendo 5 X su simbolo M5s

Un elettore M5s del collegio Sardegna 01 – sono i Comuni di Cagliari, Burcei, Maracalagonis, Monserrato, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Sinnai e Villasimius – ha fotografato la propria scheda per la Camera mentre si trovava nella cabina elettorale, poi l’ha postata su Facebook. A parte il reato commesso (è violato il principio costituzionale della segretezza del voto), l’uomo ha di fatto annullato la preferenza data perché ha messo cinque croci, una accanto all’altro, credendo che fosse, chissà, un rafforzativo della propria volontà.

Il post era accompagnato dalla scritta “Fai la cosa giusta”. Su Facebook la foto è stata rilanciata dalla pagina ‘Il polemista misterioso‘, una community da 253mila fans che ha cancellato il nome dell’elettore sardo, ma ha mostrato l’immagine commentando a sua volta: “Vi presento il primo genio della giornata”.

Sulla veridicità della scheda (nella foto a destra) ci sono pochi dubbi, visto che si vede il banchetto in simil granito sistemato nelle cabine elettorali del collegio Sardegna 01. E anche i nomi degli aspiranti parlamentari e i simboli dei partiti non fanno pensare a una immagine ritoccata. Si nota pure il tagliando anti-frode, in basso. Non solo: proprio dai candidati si può risalire al collegio a cui l’elettore appartiene.

Il post de ‘Il polemista misterioso’ ha ottenuto tremila like in tre ore e oltre 1.3330 condivisioni. L’elettore rischia di essere punito con una multa da 300 e 1.000 euro, ma la condanna può prevedere anche da tre a sei mesi di carcere, come stabilisce il decreto legge 49 del 2008, su “Misure urgenti volte ad assicurare la segretezza della espressione del voto nelle consultazioni elettorali e referendarie”.

Il nome dell’elettore M5s non si conosce. La nullità del voto è invece legata al fatto che le cinque X sono da considerarsi “una traccia estranea alle esigenze di espressione della preferenza”, tale da rendere la scheda identificabile, quindi in contrasto con la segretezza della volontà elettorale individuale. Di qui la nullità, come stabilito in diverse sentenze dal Consiglio di Stato, il massimo organo della giustizia amministrativa competente in materia.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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