Difesa, via dall’Isola. Esercitazione Nato spostata da Decimo a Trapani

È stata spostata in Sicilia, a Trapani, la “Trident Juncture 2015”, la più grande esercitazione Nato in programma quest’anno originariamente prevista nella base aerea di Decimomannu, alle porte di Cagliari. Lo ha reso noto l’Aeronautica Militare, Reparto sperimentale e di standardizzazione al tiro aereo di Decimo, perché nell’Isola non vi sarebbero “le condizioni per operare con la serenità necessaria”. Nei mesi scorsi vi sono state anche varie proteste contro la presenza di servitù e di basi militari nell’Isola di cui si è chiesto il ridimensionamento.

“Nelle passate settimane sono state diffuse in Sardegna – ha precisato il comando militare – notizie prive di fondamento relative ad una prossima effettuazione dell’esercitazione Starex nell’Isola, la cui ultima edizione ha avuto luogo nel 2011. Ma il Reparto non è attualmente interessato, né lo sarà nella parte rimanente dell’anno, da alcuna esercitazione”. La prevista esercitazione internazionale Trident Juncture 2015 “inizialmente pianificata per il prossimo autunno e che avrebbe portato oltre 80 velivoli e circa 5.000 militari di varie nazionalità a operare sull’Aeroporto di Decimomannu, e a permanere nei territori circostanti per quattro settimane, è stata da tempo riprogrammata sull’aeroporto di Trapani. Come già comunicato in altre sedi – ha concluso il comando – la decisione di tale spostamento è stata presa dall’Aeronautica Militare perché si è ritenuto che in Sardegna non sussistessero le condizioni per operare con la serenità necessaria per attività di tale portata e complessità, che coinvolgerà tutte le aeronautiche dei Paesi Nato”.

I sindacati: “Danno economico per l’Isola”. “L’industria della Difesa in Sardegna, piaccia o no, è un’importantissima risorsa per l’isola e chiediamo che la politica sarda inizi a ragionare seriamente non su come chiudere le strutture della Difesa, ma piuttosto a guardare le stesse come una risorsa economica e strategica per la regione al pari di tutti gli altri complessi industriali presenti in Sardegna”. Lo chiedono Antonsergio Belfiori, delegato nazionale del Cocer Interforze e dell’Aeronautica militare, Mario Grieco, della Fisascat-Fp settore Nato, e Giovanni Sainas, della Cisl-Fps. “Ci preoccupa ciò che sta avvenendo – spiegano – ovvero che il Ministero della Difesa per portare a compimento i propri compiti istituzionali scelga altre regioni italiane che di contro, in maniera intelligente, accolgono queste risorse a cui invece la Sardegna in maniera puramente ideologica rinuncia. Non è possibile accanirsi sulle forze armate e sul proprio personale”.

I sindacati sottolineano che questo è un altro colpo a una regione dove “sono a rischio i posti di lavoro di migliaia di lavoratori fra civili, militari e personale delle centinaia di ditte che operano nei vari settori d’interesse, alcuni altamente tecnologici, tra stipendi, acquisti di beni e servizi e indotto per una valore di centinaia di milioni di euro all’anno. Sarebbe un danno economico senza precedenti per una terra già martoriata dalla crisi”. Per il Cocer e la Cisl lo spostamento a Trapani dell’esercitazione priva la Sardegna di “un’altra opportunità di fare economia e dare respiro alle imprese locali”, rimarcando che se l’esercitazione si fosse fatta “5000 persone sarebbero transitate nell’Isola in un periodo turistico praticamente nullo come è il mese di novembre”.

“Un’altra occasione persa per la Sardegna – ribadiscono – che ormai pare abbia dichiarato incomprensibilmente guerra ad un settore industriale e strategico come quello della Difesa che crea economia, porta benessere e ricadute nei territori oltre che dare impiego a migliaia di sardi”.

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