Deposito scorie nucleari, la Sogin accelera ma il sito rimane top secret

Cinque milioni di euro per le perforazioni in loco, 1,5 per le prove geotecniche, 500mila per le analisi di laboratorio e biologiche e altrettanti per i rilievi stratigrafici e mineralogici del sito. Sono solo alcuni degli interventi che la Sogin, la società del ministero dell’Economia che si occupa del decommissioning (smantellamento) nucleare, ha previsto di effettuare nel luogo dove sarà realizzato il deposito nazionale delle scorie radioattive. Qual è l’area prescelta? Ancora non si sa. Esiste però un documento riservato con le zone potenzialmente adatte ad ospitare la struttura. Il timore è che in quell’elenco compaia anche qualche località dell’Isola ed è per questo che, ciclicamente, si organizzano manifestazioni contro il possibile arrivo delle scorie. E che il problema sia molto sentito non è una novità, tanto che nel 2011 venne promosso un referendum dai risultati plebiscitari: il 97% degli elettori bocciò l’arrivo delle scorie ma l’allerta è sempre alta, posto che si trattava di un consultivo.

Il ‘Piano della committenza 2017’ pubblicato sul sito istituzionale della Sogin, con i costi preventivati per lavori e forniture, fa però presumere che i vertici della società abbiano già individuato un luogo ben preciso, non fosse altro per l’analiticità del documento. In una lunga lista sono riportati 27 interventi per una spesa stimata intorno ai 20 milioni di euro. Di questi, oltre alle analisi già citate, ben 2,4 saranno impiegati per la ‘qualifica delle barriere ingegneristiche in calcestruzzo’ del deposito che dovrà contenere le scorie radioattive. I rilievi aerei costeranno alla Sogin mezzo milione di euro, mentre per i test sismologici sono stati preventivati 200mila euro.

Oltre agli interventi prettamente tecnici, la società ha messo in conto anche le scontate proteste dei residenti che dovranno convivere con una sorta di sarcofago radioattivo a pochi chilometri da casa. Ecco perché nel ‘bilancio’ compaiono anche 400mila euro per l’organizzazione di un road show itinerante, 70mila saranno impiegati per la realizzazione di un ‘percorso espositivo sui rifiuti radioattivi’ e 50mila finiranno in ‘servizi tipografici’ per la stampa di depliant e brochure informative.

P. S. 

 

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